Monday 15 june 1 15 /06 /Giu 23:37

Michelino Da Besozzo:

Michelino Molinari, detto Michelino da Besozzo (Besozzo, 1370 – 1445,attorno al), è stato un pittore e miniaturista italiano. Considerato uno dei maggiori esponenti e iniziatori del Gotico Internazionale.

Nella sua pittura le figure sono definite da una linea cadevole e fluida i colori sono tenui e preziosi, c’è un’assenza di contorni e di problematiche spaziali sostituiti dai colori e dal disegno. Mescolerà più avanti anche influssi renani e boemi.

Lavorò prevalentemente in Lombardia tra cui l’Ascensione (miniatura) lo sposalizio mistico di santa Caterina, G. Visconti accolto in paradiso, Madonna del roseto.

Gentile Da Fabriano:

 Gentile di Niccolò di Giovanni Massi detto Gentile da Fabriano (Fabriano, 1370 circa – Roma, settembre 1427) è stato un pittore italiano. Tra i più importanti esponenti del Gotico internazionale, incarnò nel suo secolo la tipica figura dell'artista itinerante, preferiva spostarsi per trovare le più svariate occasioni di lavoro offerte dalle corti piuttosto che stanziarsi a bottega.

 La sua pittura poetica e fiabesca, il gusto per la linea e un uso degli elementi decorativi lo portarono al vertice della scuola italiana dell'epoca, ricevendo commissioni di grandissimo prestigio. nell'arte e, pur senza rinunciare al proprio stile, iniziò una consapevole transizione tra il decorativismo tardogotico e l'essenzialità rinascimentale.

Prima in Lombardia (dove conobbe la miniatura) dove tale matrice è presente nella Madonna con bambino e santi. A Venezia Verso il 1410, indicativamente dopo uno dei soggiorni veneziani Polittico di Valle Romita, a Firenze entrò in dialogo con il nascente umanesimo, dove compone L'Adorazione dei Magi (tempera su tavola datato 1423), la Madonna con bambino e angeli mus., il polittico quaratesi, madonna di orvieto (1425).

Pisanello:

Pisanello (Pisa ?, 1395 circa – Napoli ?, 1455 circa) è stato un pittore italiano, fu uno dei maggiori esponenti del Gotico internazionale.

Pisanello non fu comunque immune alla novità dell'Umanesimo, come si vede bene nelle sue opere di medaglista, ma la sua visione stilistica non riuscì mai ad adottare una spazialità razionale prospettica. Riesce ad arrivare ad una accuratezza analitica mai toccata prima, con l’atmosfera raffinata e colori che risalgono Gentile e i contorni sinuosi che ricordano Stefano.

A Verona troviamo l’annunciazione(monumento funebre Brenzoni), San giorgio e la principessa, da Ferrara ci giunge il ritratto di Lionello D’este, a Napoli,dove rimane almeno fino al 1450, modellando le medaglie per Alfonso d'Aragona Re di Napoli.

 

Masolino Da Panicale:

Tommaso di Cristoforo Fini, detto Masolino da Panicale, nacque a San Giovanni Valdarno intorno al 1383. Per molti anni è stato considerato il maestro di Masaccio,

Legato al gusto tardo-gotico pittore italiano esponente del gotico internazionale e dell’arte del primo Rinascimento, Vasari lo descrisse come allievo di Lorenzo Ghiberti, L’influenza ritmica, le forme allungate e le ricercate armonie cromatiche e ciò che caratterizza questo pittore nella sua prima parte artistica, mentre più avanti subirà un mutamento portando a non disciogliere il colore e ad avere un disegno sobrio i volti prenderanno espressioni umane e si distanzierà dalla cortesia mondana.

A Firenze, compie con la madonna con bambino, in collaborazione con Masaccio, nella cappella Brancacci troviamo il peccato originale, la resurrezione di Tabita e guarigione dell’infermo. A Varese Affresca il battesimo di cristo a Castiglione Olona.

Donatello:

Donatello, vero nome Donato di Niccolò di Betto Bardi (Firenze, 1386 – Firenze, 13 dicembre 1466), è stato uno scultore italiano. Si staccò definitivamente dal gotico riallacciandosi e superando l'arte greca e romana sia formalmente sia stilisticamente; particolare fu la sua capacità di infondere umanità e introspezione alle opere.

L'ondulazione gotica già acquista vigore naturalistico e dove Donatello già pone il problema della forma plastica libera nello spazio, così come l'amico Brunelleschi lo poneva negli studi per la cupola.

 A Firenze, troviamo il San Giovanni, San Giorgio, Rilievo di San Giorgio, Il profeta Abacuc, San Rossore, la cantoria, Geremia, il crocifisso ligneo, San Ludovico di Tolosa, Stucchi della sagrestia Vecchia di san Lorenzo, il David Mercurio, , tra il 1446-1448 a Padova troviamo il Miracolo del cuore dell’avaro e la deposizione, monumento al Gattamelata. Nel secndo soggiorno Fiorentino,verso il  1454-1455 troviamo la Maddalena.

Lorenzo Ghilberti:

Lorenzo Ghiberti (Pelago, 1378 – Firenze, 1455) è stato uno scultore, orafo, architetto e scrittore d'arte italiano.

Insieme a Masolino da Panicale ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione del linguaggio rinascimentale, grazie alla valutazione positiva della cultura tardo gotica, ma corretta e riordinata secondo i nuovi principi: nelle sue figure seppe fondere insieme le linee eleganti del gotico internazionale con le bellezze dei nudi ellenizzanti, il naturalismo attento al dettaglio e il gusto archeologico rinascimentale.

A Firenze, troviamo il sacrf. di Isacco, S.G. Battista, porta del paradiso, sacrestia s.Trinità, Siena, Fronte battesimale del battistero,

Brunelleschi:

Filippo Brunelleschi, pseudonimo di Filippo di ser Brunellesco Lapi (Firenze, 1377 – 1446), è stato un architetto, ingegnere, scultore orafo e scenografo italiano del Rinascimento.

Sua è l'invenzione della prospettiva a punto unico di fuga. Derivata dai principi dell'ottica medievale legati alle proprietà degli specchi, grazie al convergere delle ortogonali verso un unico punto di fuga. La sua scultura si forma di perfezione e di proporzione. Dal punto di vista architettonico e caratterizzata dalla linearità geomerica degli elementi o spazi nitidi e misurabili, la cui bellezza nasce da effetti pittorici o dall’ornamentazione raffinata ma essenziale.

A Firenze compone il sacrificio di Isacco, il crocifisso, l’ospedale degli innocenti, chiesa di san Lorenzo, chiesa di santa maria del Fiore e la chiesa di santo spirito.

Luca Della Robbia:

Luca della Robbia (Firenze, 1400 – Firenze, 1481) è stato uno scultore e ceramista italiano.

È stato il primo e forse l'unico artista che è riuscito a portare l'arte della ceramica, da arte cosiddetta minore, ad una forma espressiva dai risultati artistici al pari della migliore pittura e scultura. Le sue opere, come le raffinate Madonne, i ritatti sotto forma di busti e le scene sacre, hanno spesso la bellezza e la forza espressiva delle opere contemporanee di altri grandi artisti come Donatello, Verrocchio e Sandro Botticelli.

Opera a Firenze con la cantoria, la madonna col bambino.

Masaccio:

(soprannome di Tommaso di ser Giovanni di Mone Cassai) (Castel San Giovanni, 21 dicembre 1401 – Roma, estate 1428) è stato un pittore italiano.

Nitidezza Spaziale e forza plastica e per la tempra morale dei personaggi partendo dalla sintesi volumetrica di Giotto, riletta attraverso la costruzione prospettica brunelleschiana e la forza plastica della statuaria donatelliana, inserì le sue «figure vivissime e con bella prontezza a la similitudine del vero», modellandole attraverso l'uso del chiaroscuro. Roberto Longhi disse di lui «Giotto rinato, che ripiglia il lavoro al punto dove la morte lo fermò».

A Firenze compone il polittico di San Giovenale (1422), la tavola di sant’Anna Metterza, Affreschi della cappella brancacci, la trinità, il polittico di pisa.

Beato Angelico:

Giovanni da Fiesole al secolo Guido di Pietro (Vicchio, 1395 circa – Roma, 18 febbraio 1455) detto il Beato Angelico o Fra Angelico, fu un pittore e religioso italiano. È venerato come beato dalla Chiesa cattolica (fu, infatti, beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1984).

Il frate domenicano, cerca di saldare i nuovi principi rinascimentali, come la costruzione prospettica e l'attenzione alla figura umana, con i vecchi valori medievali, quali la funzione didattica dell'arte e il valore mistico della luce.

A Firenze troviamo il trittico di san pietro martire, l’annunciazione, pala di Fiesole, adorazione dei magi, tabernacolo dei linaioli, incoronazione della vergine del Louvre, Affreschi convento S. Marco, guarigione del diacono (pala s. Marco) , Roma san lorenzo ordinato diacono

Filippo Lippi:

Fra Filippo di Tommaso Lippi (Firenze, 1406 – Spoleto, 1469) è stato un pittore italiano.

L'iniziale adesione alle novità apportate da Masaccio (costruzione prospettica centralizzata e solida impostazione volumetrica delle figure) cedeva negli anni successivi a un rinnovato gusto goticheggiante, dovuto alla morte dello stesso Masaccio, all'influenza di Beato Angelico e della pittura fiamminga, nelle sue ultime tavole Lippi accentua gli effetti cromatici stendendo compattamente il colore, ampliando maggiormente le forme, e ingentilendo le sue figure; tutti spunti da cui partirà Botticelli.

A Firenze compie la madonna dell’umiltà, adorazione del bambino (1453), madonna con bambino, storie dei santi stefano e giovanni, adorazione del bambino, annunciazione.

Domenico Veneziano:

Domenico Veneziano (soprannome di Domenico di Bartolomeo) (Venezia, 1410 – Firenze, 1461) è stato un pittore italiano. Allievo di Gentile da Fabriano tra il 1422 e il 1423, da cui riprese il gusto per il dettaglio naturalistico e per l'ostentazione del lusso.

L'uso di colori chiarissimi, impregnati di luce, sarà punto di partenza per Piero della Francesca, inoltre da lui partirà la tendenza lineare, di Andrea del Castagno. I rapporti cromatici governati dalla luce definiscono il tono sentimentale del racconto, questa armonia aprì la strada a molti artisti della seconda metà del secolo.

A Firenze compie l’adorazione dei magi e la pala di Santa Lucia dé Magnoli.

L.B. Alberti:

Genova, 18 febbraio 1404 – Roma, 20 aprile 1472) è stato un architetto, matematico, poeta ed umanista italiano; fu inoltre crittografo, linguista, filosofo, musicista e archeologo: una delle figure artistiche più poliedriche del Rinascimento.

Un suo costante interesse era la ricerca delle regole, teoriche o pratiche, in grado di guidare il lavoro degli artisti; nelle sue opere menziona alcuni canoni; ad esempio nel De statua espone le proporzioni del corpo umano, nel De pictura fornisce la prima definizione della prospettiva scientifica ed infine del De re aedificatoria (opera terminata nel 1450) descrive tutta la casistica relativa all'architettura moderna, sottolineando l'importanza del progetto, le diverse tipologie di edifici a seconda della loro funzione.

A Firenze compie il palazzo Rucellai, la facciata s.m.Novella, a Rimini, il tempio malatestiano, a Mantova, chiesa di san Sebastiano e chiesa d s.Andrea.

 

Jan Van Eyck:

(Maaseik, 1390 circa – Bruges, giugno 1441) è stato un pittore fiammingo. Considerato il capostipite della pittura nei Paesi Bassi nel '400 ed il maggior pittore nord europeo del suo tempo.

La sua pittura è caratterizzata dalla completa integrazione di figure e paesaggio grazie alla luce che unifica il tutto, l’attenzione ai singoli oggetti e alla natura che si intravede, sono i caratteri determinanti di una corrente fiamminga che avrà influenza su tutta l’Europa.

Del quattrocento fiammingo troviamo, La Nascita del battista, polittico angelo mistico, madonna del cancelliere, coniugi arnolfini, madonna del canonico, Annunciazione.

Rogier Van Der Weyden:

(Tournai, 1399 ca. – Bruxelles, 18 giugno 1464), fu un pittore fiammingo, allievo di Robert Campin. Fu pittore ufficiale della città di Bruxelles e della Casa d'Este.

Era ritenuto secondo solo all'altro grande fiammingo del tempo Jan van Eyck. Le sue opere sono precise e curate nei minimi particolari, anche se il suo percorso artistico lo portò a una nuova tecnica di chiaroscuro che dava risalto alla figura centrale del quadro a scapito degli altri elementi.

Del quattrocento fiammingo troviamo, deposizione del prado, deposizione degli uffizi.

Paolo Uccello:

 (Firenze, 15 giugno 1397 – Firenze, 10 dicembre 1475), è stato un pittore e mosaicista italiano.

Le sue composizioni sono costruite con prospettive, derivate più dagli studi sull'ottica medievali che sulle nuove conquiste rinascimentali, che servono a creare scenografie fantastiche e antropomorfe in spazi indefiniti, elementi tipici della cultura tardogotica. L'impressione onirica è accentuata dall'uso di monocromi e dall'uso di cieli e sfondi scuri, su cui risaltano luminose le figure bloccate in posizioni innaturali.

A Firenze troviamo, San giorgio e il drago, affrechi chiostro s.m.Novella, la caccia notturna, a Urbino; la leggenda Ostia profanata.

Jacopo Bellini:

(Venezia, 1396 – 1470) è stato un pittore italiano.È il padre di altri due noti pittori: Gentile e Giovanni Bellini.

si pone tra la fine del gotico internazionale e l'inizio del Rinascimento, nella città lagunare, da Gentile da Fabriano con la passione antiquaria, collegata alla cultura gotica, alieno da precise verifiche sul reale la figura umana avrà soltanto un ruolo accessorio, le prospettive con fughe centrali indicheranno un mondo gotico di marca cortese e ricco di episodi pittoreschi.

Venezia; il libro dei disegni.

 Andrea del Castagno:

Andrea di Bartolo di Bargilla detto Andrea del Castagno (Castagno, 1421 circa – Firenze, 1457) è stato un pittore italiano.

Unisce un forte chiaroscuro a un realismo minuzioso ed esasperato fino ad esiti espressionistici, atteggiamento che influenzerà la Scuola ferrarese.

A Firenze, troviamo l’ultima cena, trinità e santi, farinata degli Uberti e sibilla cumana. A Venezia, san giovanni evangelista.

Colantonio:

(ca. 1420 – ...) è stato un pittore italiano, maestro di Antonello da Messina.

 Operò a Napoli tra il 1440 e il 1470 circa, sotto il regno di Alfonso I d'Aragona, influenzato dalla pittura fiamminga e provenzale, conosciuta durante la sua formazione, tra il 1438 e 1442, alla corte di re Renato d'Angiò.

A Napoli, troviamo San Gerolamo nello studio e San Francesco, polittico di san vincenzo Ferrer.

 Piero della Francesca:

Piero della Francesca

(Sansepolcro, 1415 - 1420 – Sansepolcro, 12 ottobre 1492) è stato un pittore e matematico italiano. Punto di riferimento per molti artisti rinascimentali.

La sua opera pittorica - centrata quasi esclusivamente su temi di carattere religioso ed estrema attenzione all'organizzazione prospettica e ritmica, semplificazione geometrica dei volumi, movimento colto nell'attimo in cui esso può eternarsi, passaggi intermedi tra una tonalità di colore ed un'altra per evitare bruschi contrasti, luce non fisica ma intellettuale, che pervade tutte le sue opere. Più avanti riprenderà su insegnamento di Antonello Da Messina la cultura fiamminga.

A Firenze dipinge, il polittico della misericordia,ad arezzo compie le storie della croce, a Urbino troviamo il battesimo di cristo, la flagellazione, la maddalena,storie della croce ,la resurrezione,madonna del parto,ritr. Dei Montefeltro,mad. Di Sanigallia, pala di Brera, a Rimini affresca san sigismondo

Signorelli:

(pseudonimo di Luca d'Egidio di Ventura; Cortona, 1445 – 16 ottobre 1523) è stato un pittore italiano. Fu allievo ad Arezzo di Piero della Francesca .

Conosciuto soprattutto per la sua abilità di disegnatore e per l'originale uso della prospettiva, è ritenuto uno dei maggiori artisti del Rinascimento. I suoi lavori mostrano un forte interesse per l'anatomia, uno spunto importante da dove partì Michelangelo.

Umbria; compie la flagellazione, cupola dela sacrestia, nella Firenze laurenziana, educazione di pan e madonna con bambino, a Roma; affreschi della cappella sistina, a Orvieto affreschi duomo.

Perugino:

 (Città della Pieve, 1450 circa – Fontignano, 1523), è stato un pittore italiano. Definito il maestro dello stile “dolce e soave” della “maniera moderna”, fuse insieme la luce e la monumentalità di Piero della Francesca con il naturalismo e i modi lineari di Andrea del Verrocchio.

Un artista geniale, che ha apportato innovazioni notevoli nello studio della luce, delle trasparenze, dei colori. Un uomo illuminato, la cui opera ha raggiunto tali intensità da essere soprannominato “ Divino” dal padre di Raffaello, giovanissimo e dotato allievo che tenne a bottega.

Umbria troviamo il miracolo del bambino morto, san bernardo risana una fanciulla, adorazione dei magi, la maddalena appare a san bernardo, compianto su cristo morto, affreschi collegio del cambiolo sposalizio della vergine Firenze troviamo apollo e marsia, a Roma, affreschi cappella sistina,

Mantegna:

(Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 13 settembre 1506) è stato un pittore e incisore veneziano.

Mantegna si distinse per la perfetta impaginazione prospettica, il gusto per il disegno nettamente delineato e per la forma monumentale delle figure. Il contatto con le opere di Piero della Francesca, avvenuto a Ferrara, marcò ancora di più i suoi risultati sullo studio prospettico tanto da raggiungere livelli "illusionistici", che saranno tipici di tutta la pittura nord italiana. Sempre a Ferrara, poté conoscere il patetismo delle opere di Rogier van der Weyden rintracciabili nella sua pittura devozionale; attraverso la conoscenza delle opere di Giovanni Bellini, di cui sposerà la sorella, le forme dei suoi personaggi si addolciscono, senza perdere monumentalità, e vengono inserite in scenografie più ariose.

Si svolge prevalentemente nell’Italia settentrionale

Foppa:

Vincenzo Foppa (Bagnolo Mella, 1427 circa – 1515 circa) è stato un pittore italiano. Fu il più grande pittore lombardo del quattrocento.

 Noto per i suoi inconfondibili "grigi" si è distinto per la finezza del segno, per la descrizione della naturalità dei gesti quotidiani e la nobile descrizione del paesaggio. 

Si svolge prevalentemente nell’Italia settentrionale

Cosmè Tura:

Fu il pittore ufficiale dei duchi Estensi di Ferrara, si può considerare animatore e fondatore della Scuola ferrarese. La pittura, del tutto originale, è caratterizzata da composizioni fastosamente decorate e da un plasticismo quasi scultoreo delle figure in un apparente realismo che appartiene alla fantasia più che alla realtà e che si fonda sull'uso di colori incredibili, in una ricerca minuziosa dei particolari e di paesaggi impossibili, che si ritroveranno più tardi in pittori della scuola danubiana.

Antonello da Messina:

 (Messina, 1429 o 1430 – Messina, febbraio 1479), è stato un pittore italiano. Si formò alla bottega del Colantonio a Napoli. SIpuò definire uno dei più grandi pittori rinascimentali dell'Italia meridionale.

Fonde insieme la cultura luministico-atmosferica fiamminga e la cultura prospettico-monumentale italiana. Esponente della pittura fiamminga in Italia.

Nel periodo Napoletano compie, madonna salting, salvator mundi, la crocifissione, ritratto d’uomo,san gerolamo, san Sebastiano. In Sicilia, annunciata, a Venezia compie la pala di san cassiano.

Gentile Bellini:

 (Venezia, ca. 1429 – Venezia, 23 febbraio 1507) è stato un pittore e medaglista italiano. Figlio maggiore di Jacopo e fratello di Giovanni. La sua pittura sarà legata ai caratteri del fiabesco tardo gotico.

Della sua parte artistica ne fanno parte la composizione dei teleri, dove la veduta va a dominare la scena gremita di figure e di personaggi abbastanza grandi per essere ritratti nei minimi particolari, ma molto più piccoli rispetto alle architetture che la compongono; così facendo il telero, diventa un cronaca dei fatti narrati, diventa a sua volta un documento.

Del periodo Veneziano (intorno al 1500) troviamo, rittr. Di Maometto, processione p.zza san marco, predica di san marco, miracolo al ponte san Lorenzo.

Giovanni Bellini:

(Venezia, 1430 circa – Venezia, 1516) è stato un pittore italiano, uno dei più celebri del Rinascimento

seppe uscire dal tardo gotico grazie all’esempio di Mantegna apprese l'arte dello scorcio prospettico, la resa plastica della figura umana, le figure, gli elementi vegetali, animali e paesaggi assumono molto spesso una valenza simbolica ben codificata, Tuttavia Bellini maturò presto uno stile proprio, caratterizzato da una particolare percezione della luce e del colore, da una spiccata sensibilità per il paesaggio naturale e dalla straordinaria capacità di ritrarre nei suoi personaggi sentimenti ed emozioni.

Del periodo veneziano fanno parte la trasfigurazione, pietà, stimmate di s.francesco, trasfigurazione,madonna del prato, pala di san zaccaria,san girolamo, l’ebbrezza di noè, fanciulla, festino degli dei.

Verrochio:

Andrea di Francesco di Cione detto Il Verrocchio (Firenze, 1437 – Venezia, 1488) è stato uno scultore, pittore e orafo italiano.

Rivestì un ruolo importante nella tendenza a misurarsi con diverse tecniche artistiche, manifestatasi nella Firenze di fine Quattrocento, e infatti la sua bottega divenne polivalente, con opere di pittura, scultura, oreficeria e decorazione, così da poter far fronte all'insistente domanda proveniente da tutta l'Italia di prodotti fiorentini.

Del periodo fiorentino fanno parte, la tomba dei medici, madonna con bambino, David, dama col mazzolino, monumento colleoni.

Botticelli:

Sandro Botticelli, vero nome Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi (Firenze, 1 marzo 1445 – Firenze, 17 maggio 1510), è stato un pittore italiano.

Le opere di Botticelli testimoniano l'influenza delle due tendenze culturali e politiche presenti nella Firenze dei suoi tempi: quella dei Medici, espressione della magnificenza della corte rinascimentale, e quella del Savonarola che predicava l'abbandono di ogni lusso e mondanità della chiesa. Traduttore di Platone è uno dei massimi esponenti del platonismo nel Rinascimento, trovò una saldatura tra religione e filosofia.
I dipinti mitologici di Botticelli furono invece concepiti nelle stesse dimensioni delle pale d'altare e vennero trattati con la stessa cura.

A Firenze, adorazione dei magi, la fortezza mad. Magnificat, la primavera,affreschi sistina, nascita di venere,la calunnia di apelle, compianto, natività mistica.

Leonardo da Vinci:

(Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) è stato un artista, scienziato e pittore italiano. Uomo d'ingegno e talento universale del Rinascimento italiano.

L’osservazione minuziosa della natura lo ha portato a una importante conclusione che caratterizzerà fortemente i suoi dipinti, e cioè che la linea in natura non esiste. Applicando lo “sfumato”, accostando colori anziché demarcando con tratti netti e rigidi i contorni, Leonardo arriva là dove nessuno finora era giunto, ovvero a una rappresentazione del reale viva e vivace. una straordinaria qualità cromatica e uno studio attento verso i particolari soprattutto naturali. Abilissimo nel disegno.

A Firenze,(dal 1475) Annunciazione, madonna del garofalo, Ginevra de' Benci, adorazione dei magi, Milano, vergine delle roccie, ultima cena , dama con l’ermellino, monumento equestre, sant’anna a carboncino,secondo soggiorno fiorentino, sant’anna a olio, battaglia anghiari, gioconda.

Filippino Lippi:

 Dal suo maestro Sandro Botticelli riprese lo stile lineare, ma lo usò per creare opere in cui risaltasse il carattere irreale della scena con figure allungate e una natura antropomorfa. Riportò a Firenze il gusto per la decorazione a grottesche, che ne suoi dipinti divenne decorazione "animata", misteriosa, fantastica e inquietante, legandosi al clima di crisi politica e culturale della Firenze di Girolamo Savonarola.

Domenico Ghirlandaio:

 accosta modelli fiamminghi a  classici e del primo quattrocento, amato dalle famiglie fiorentine per il suo talento di narratore.

Michelangelo Buonarroti:

(Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) è stato uno scultore, pittore, architetto e poeta italiano, tra i protagonisti del Rinascimento e riconosciuto sin dai contemporanei come uno dei più grandi artisti di sempre.

 Intese fare della sua attività un'incessante ricerca dell'ideale di bellezza. Fu - nell'insieme - un artista geniale quanto irrequieto e a tutto tondo. In seguito alle possibilità di accedere alle collezioni medicee, ciò lo condusse a guardare all’antico non come qualcosa da imitare, ma riconoscendo i miti e la passione che attraverso di esse trovavano espressione.

A Firenze madonna della scala, battaglia dei centauri, Roma, bacco, pietà,secondo soggiorno fiorentino, madonna con bambino,david, tondo taddei,pitti, doni, sepolcro giulio II, affreschi cappella sistina vaticano, terzo soggiorno fiorentino, progetto facciata san lorenzo, sagrestia nuova,Roma,giudizio universale,sist. Campidoglio, affr. Cappella paolina, facciata p. farnese, san pietro in vaticano.

Raffaello:

Urbino, 6 aprile 1483 – Roma, 6 aprile 1520) è stato un pittore e architetto italiano, tra i più celebri del Rinascimento italiano.

La sua pittura prende spunto dal perugino, dove ne prende i motivi e spunti compositivi, rielaborandoli su di una diversa cultura figurativa, che si estende dai modelli urbinati a opere leonardesche, valendosi del disegno come strumento di controllo “dal vero” per le espressioni delle figure.

Umbria,crocifissione Gavari, Roma, tavolette con temi antichi, Umbria, sposalizio della vergine, Firenze, madonna del bel vedere, madonne con bambino (bridgewater-tempi), ritratti strozzi-doni, dittico montefeltro, pala baglioni, santa caterina, madonna del baldacchino,Roma, stanza della segnatura, stanza di Eliodoro, stanza dell’incendio (leoneX), le pali d’altare, trionfo di galatea, loggia amore e psiche, trasfigurazione.

Carpaccio:

 Il suo stile molto personale - soprattutto a confronto con gli autori coevi lascia incertezze sul luogo dei suoi studi. La capacità espressiva di Carpaccio, l’inventiva fantasiosa con cui realizza il paesaggio e tratteggia le figure umane lo rendono uno degli artisti rinascimentali più originali e moderni. Poco si sa della sua formazione artistica. Probabilmente influenzato da Gentile e Giovanni Bellini e poi da Antonello da Messina e dalla pittura fiamminga, Carpaccio sviluppò tuttavia uno stile molto personale. Dipinse quattro grandi cicli narrativi, in cui la vicenda umana appare indagata in una prospettiva spirituale e religiosa.

 

Bramante:

Carettiristica importante fu l’influenza dalla prospettiva e dalla classicità di Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna (camera picta)e Melozzo da Forlì. L'influsso di quest'ultimo si manifesta in particolare nelle opere milanesi. Le discussioni con Leonardo, lo indirizzarono verso l'impiego di forme architettoniche possenti e classiche, una concezione organica delle masse strutturali al fine di creare equilibrio e armonia.

Durer:

viene considerato il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale.In Albrecht Dürer confluiscono influenze provenienti dalla pittura fiamminga e da quella italiana, che furono a loro volta influenzate dalla sua straordinaria produzione. Attraverso l'umanesimo trova la strada verso una pittura realista e supera così definitivamente la pittura gotica che in Germania predominava fino alla fine del '400. All'inizio divenne famoso soprattutto come incisore, infatti portò l'arte dell'incisione a livelli mai raggiunti prima e lasciò ca. 350 incisioni e xilografie. Queste tecniche permisero una diffusione molto ampia delle sue opere. Fu pittore di corte degli imperatori Massimiliano I e Carlo V.

Giorgione:

I suoi soggetti sono svariati, ma spesso oscuri, e il colore domina sul significato nascosto delle opere fantastiche. Figure e paesaggi sono armoniosamente amalgamati, all'interno di una realtà dalle mille sfumature. Come dirà Vasari, dipinge le forme solo con i colori senza l’ausilio di un disegno preliminare.

Tiziano:

 (Pieve di Cadore, 1480 - 1485 – Venezia, 27 agosto 1576) è stato un celebre pittore italiano.

Fu l’artista preminente della scuola veneziana e una delle figure chiave nella storia dell’arte occidentale. Compie la sua formazione artistica con Gentile Bellini ma Giovanni e responsabile per la tradizione veneziana del colore. Le opere di Tiziano sono riconoscibili per il flusso delle sue linee e la rilassante natura dei suoi dipinti, di cui molti furono ritratti. Tiziano ebbe l'abilitá di catturare la personalitá e le catteristiche fisiche dei suoi soggetti dove dipingeva donne con grazia e femminilità. Pitture ed olio erano gli elementi che Tiziano usó molto. Il suo stile di usare colori e chiascuro creò una novitá stilista mai vista prima con dipinti che contenevano molti strati di smalto. Questo effetto concedeva alle opere tonalità morbide e brillanti.

A (intorno al 1511) Venezia si svolge la sua attività.

S. Del Piombo:

"I suoi maestri furono Bellini e Giorgione, i suoi rivali Michelangelo e Raffaello. Ha saputo combinare la forza del primo con la dolcezza del secondo. Vi si afferma soprattutto per le sue doti di colorista, come avverrà al fianco del Buonarroti.

Lotto:

Venezia, 1480 – Loreto, 1556) è stato un pittore italiano. Dipinse le sue prime tele a Treviso, sotto l'influenza dell'opera di Giovanni Bellini e, in un secondo momento, di quella di Antonello da Messina e Albrecht Dürer.

Di saldo impianto plastico e acuta definizione psicologica, Lotto realizza immagini criptiche attraverso un'originale elaborazione di motivi allegorici.

Del periodo a Treviso (intorno al 1505), ritratti giovanili,nozze mistiche,polittico di recanati,san gerolamo, Roma san gerolamo penitente ,bergamo e brescia, trasfigurazione, pala martinengo, pala san Bernardo, commianto, odoni,affreschi oratorio  suardi Venezia, annunciazione, santa lucia, elemosina.

 

B. Luini:

 Appartiene alla cerchia della corrente leonardesca, ne fu il massimo divulgatore ma ne rappresentò anche il limite senza significativi sviluppi.

Bramantino:

predilige forme fondate su un incisiva definizione grafica, fa parte del suo dipingere una rigorosissima impostazione prospettica.

Palma il Vecchio:

 La sua maniera di dipingere la apprende da Andrea Previtali (bergamasco come lui) e Giovanni Bellini prima e da Giorgione poi (Argan rileva anche l'influenza di Vittore Carpaccio), frequenta Tiziano, che si innamora di sua figlia Violante, e lavora assiduamente per le committenze che non mancano mai. La sua arte è incentrata su soggetti mitologici, soggetti sacri e ritrattistica. All'epoca giovanile apparterrebbero i dipinti di soggetto mitologico (Concerto campestre, Ardencraig, Scozia; Venere e Cupido, Cambridge), per poi rivolgersi al soggetto sacro, sia con le pale d'altare, sia con le più famose Sacre Conversazioni.

Pordenone:

Nella sua formazione sono importanti richiami al Mantegna e alle incisioni di Durer. Il suo stile, dopo il contatto con la grande maniera romana, di Raffaello e Michelangelo, si indirizzò verso una maniera magniloquente, in un'originale equilibrio tra ricordi classici e citazioni narrative di indole popolare, quest'ultimo carattere preminente nei lavori destinati alla provincia.

Romanino:

la sua pittura è caratterizzata dal realismo lombardo,.

Moretto:

 La sua formazione si svolse a Brescia, sull'esempio dell'anziano Vincenzo Foppa, ma aprendosi ai nuovi influssi veneti, rappresentati dal Lotto e da Tiziano.

Salvoldo:

L'artista, anche se influenzato dalla cultura veneziana, seguita soprattutto nella sua attività di ritrattista, in cui si ispirerà al malinconico intimismo del Giorgione; si mantenne sempre sostanzialmente fedele alla matrice naturalistica dell'arte lombarda, che da Vincenzo Foppa, arriva al Romanino e al Morretto, ed a una concezione della mimesi nordica. La sua opera, soprattutto nei cosiddetti «notturni», ovvero scene ambientate di notte con una fonte di luce interna al quadro, sarà un punto di partenza per l'arte del Caravaggio.

Correggio:  Antonio Allegri detto il Correggio, è stato un pittore italiano.

Segue un profondo iter formativo, prima verso Mantegna, poi attraverso le opere di Leonardo, fino a richiami di Raffaello. Uno degli elementi fondamentali dei suoi dipinti è la luce, declinata secondo un chiaroscuro morbido e delicato considerato uno dei punti di non ritorno della pittura.

Si sviluppa prevalentemente a Parma (intorno al 1519)

Parmigianino:

Si formò a diretto contatto con il Correggio, ma il suo spirito "libero" e inquieto lo porta da subito ad affermare un individualismo ed un raffinato distacco da tutti i maestri e gli ambienti che frequenta. Il suo talento precocissimo ci è svelato già intorno ai sedici anni, ma è nel 1523, all'acme dei suoi esordi, che egli  si rivela come uno dei maggiori "manieristi" internazionali. In contrasto con il Correggio predilige le forme allungate ed una stesura di colore più compatta.

Andrea Del Sarto:

Eccellente disegnatore, in composizioni libere e sciolte, riesce a contemperare il chiaroscuro Leonardesco, il risalto plastico di Michelangelo e il classicismo compositivo di Raffaello.

Pontormo:

È stato un ritrattista e uno dei più importanti esponenti di quella corrente che cercò di reagire al classicismo pittorico attraverso un'inesauribile vena sperimentale e anticlassicista durante i primi anni del XVI secolo.

Beccafumi:

Non esita ad aprirsi all’arte di perugino, infatti il Beccafumi era sicuramente meno polemico del Pontormo nei confronti del quattrocento, aggiornò la sua arte sicuramente dai viaggi a Roma. Un gusto personale e prezioso per la luce, figure allungate e sottili caratterizzeranno la sua arte.

Polidoro Da Caravaggio:

 Allievo di Raffaello, Napoli abbandona la tendenza all’antico per adattarsi alla vena drammatica intensa di naturalismo.

Rosso Fiorentino:

Come il Pontormo, suo alter-ego pittorico per molti anni, fu allievo di Andrea del Sarto e fu, sotto molti punti di vista, un ribelle alle costrizioni classiciste ormai in crisi. Partendo dalle costruzioni equilibrate del suo maestro, ne forza le forme esprimendo un mondo inquieto e tormentato. Rosso Fiorentino diede nelle opere successive un contributo fondamentale al più ricco e inquietante del manierismo fiorentino il modellato e la prospettiva estremamente personali, la luce tagliente, il movimento acrobatico delle figure, i colori insoliti e vibranti e la composizione dinamica e intrecciata creano l’effetto inquietante tipico di molte opere italiane del Cinquecento.

Perin Del Vaga:

 allievo a Firenze di Ridolfo del Ghirlandaio, e a Roma collaboratore di Raffaello, ormai superato definitivamente il naturalismo quattrocentesco, cerca di svolgere al meglio il suo nuovo ruolo di pittore di corte: alleggerisce le forme che rende più brillanti per poter caricare di contenuti intellettualistici la decorazione e accentuarvi la funzione simbolica.

Volterra:

 pittore e scultore italiano di impronta manierista, seguace di Michelangelo. Il suo interesse per Michelangelo e per i primi manieristi toscani lo portò a privilegiare gli aspetti plastici e a mettere in rilievo le figure delle sue composizioni.

Salviati:

 è stato un pittore italiano del periodo del manierismo. La sua prima educazione pittorica ebbe come modelli Michelangelo e Andrea del Sarto, poi, in seguito a un viaggio a Roma nel 1531, si avvicino alle novità di Raffaello caratterizzate da un ampio modo architettonico di suddividere le scene ma anche da torsioni delle figure e panneggi svolazzanti tipica dei classicisti come Giulio Romano.

Tintoretto: (Venezia, 29 settembre 1518Venezia, 31 maggio 1594), è stato un pittore veneziano, uno dei più grandi esponenti della scuola veneziana e probabilmente l'ultimo grande pittore del rinascimento italiano.

è stato soprannominato "Il Furioso" ed il suo uso drammatico della prospettiva e della luce lo ha fatto divenire il precursore dell'arte barocca. Il suo stile comprende un forte senso plastico-monumentale, che si lega all’intonazione drammatica e un accentuato interessi per effetti teatrali.

(Intorno al 1546) prevalentemente a Venezia

Veronese:

 Lo stile del Veronese è basato su un colorismo brillante, con colori puri senza mediazioni tonali, con intuitivi accostamenti di complementi che esaltano la luminosità dell’immagine, con ombre colorate ed effetti cangianti. Nel corso degli anni l’impianto della rappresentazione diventa sempre più teatrale, gli episodi e i personaggi trascendono da rappresentazioni profane. Tra le ultime opere sono ispirate ad una semplificazione compositiva, volto ad una visione classica e ai nuovi spunti luministici, con attenzione agli effetti d’ombra e al paesaggio che diviene protagonista.

Palladio:

attraverso il quale i suoi modelli hanno avuto una profonda influenza nell'architettura europea; l'imitazione del suo stile diede origine ad un movimento destinato a durare per tre secoli, il palladianesimo, che si richiama ai principi classico-romani, cercando di ridarne nuove forme.

Verso la crisi della maniera e con il dilagare della Riforma protestante comporterà una riovoluzione per quanto riguarda rinnovamento delle immagini sacre. Con il concilio di trento si stabilirà tale concetto dove ogni opera deve apparire priva di ogni abbellimento e abbssata ad un livello di comprensione che sia universale, in modo da non creare fraintendimenti. Vari artist parteciperanno a tale rinnovamento iconografico:

Giuseppe Valeriano

prima spinto soltanto da una richiamo narrativo delle immagini poi in seguenti opere fa emergere dal buio le figure per dare la netta concentrazione del fedele sulla figura.

Barocci:

è stato un pittore italiano. Il suo stile elegante lo fa ritenere un importante esponente del Manierismo italiano e dell'Arte della Controriforma. È considerato uno dei precursori del Barocco. Barocci è uno dei pittori più importanti fra Correggio e Caravaggio. Il suo lavoro riempie un periodo spesso trascurato dell'arte durante la Controriforma ed il suo lavoro raggiunge il più alto livello artistico in quel periodo. Ma è l'adesione di Barocci alla Controriforma che modellerà la sua lunga e fruttuosa carriera.

Ludovico Carracci:

Severo rigore formale,e prospettico caratterizzano il suo stile, eliminando ogni elemento superfluo adatto ad una lettura devota, solo alcuni particolari che rilevino l’attento studio del vero. In una prima fase della sua pittura la gamma cromatica rimane contenuta mentre ai delicati effetti luministici è affidato il compito di rilevare gli effetti luministici. In seguito le sue opere acquisteranno maggiore eloquenza narrativa, capace di commuovere e persuadere.

Agostino Carracci:

 la sua maniera lo allontana dai modi di sensibilità devozionale, caratterizzata invece da una forte componente intellettuale ed erudita. Richiami a Tiziano, Veronese,Raffaello sta nel voler arrivare quasi ad un ideale di perfezione con una calda intonazione cromatica.

Annibale Carracci:

in una rima pate il suo stile è caratterizzato  da aspetti naturalistici e punti di luce che mettono in risalto la scena. arrivato a Roma su opere di Michelangelo e Raffaello consentono all’artista di rivivere la bellezza delle favole antiche. Annibale creerà uno dei primi paesaggi ispirati alla poetica dell’ideale classico, con un grandioso senso di profondità prospettica generato da sapienti tagli spaziali e luminosi.

Caravaggio: Michelangelo Merisi,(Milano, 29 settembre 1571 – Porto Ercole, 18 luglio 1610), è stato un pittore italiano, è considerato il primo grande esponente della scuola barocca e uno dei più celebrati pittori del mondo.

Dal Naturalismo dei cremonesi alla conoscenza del Lotto, si può individuare una prima esperienza artistica. Giunto a Roma la conoscenza di altre opere fanno maturare in Caravaggio il rapporto di luce ed ombra e gli apetti psicologici delle figure. La particolarità stilistica sta nel ritrarre i personaggi nella loro naturalezza facendoli uscire da un fondo d’ombra impregnandoli di luce.

(Intorno 1593)Roma, ragazzo con canestra, ragazzo morso, riposo durante la fuga in egitto, depos. Madonna sepre, morte della vergine, Napoli,sette opere di misericordia, malta, decollazione del battista, Messina,la resurrezione di lazzaro. Cappella contarelli, vocazione di san matteo.

Gentileschi:

Prende spunto dal Caravaggio solo per il suo naturalismo, abbandonando l’aspetto drammatico ma tenuto prevalentemente su gamme fredde.

Guido Reni:

 ripropone l’esperienza dell’antico e del rinascimento nutrito di un linguaggio severo, elegante e di forte naturalismo.

Lanfranco:

formatosi nell’ambito del Carracci, Saraceni, Gentileschi e Correggio, riflette alcuni caratteri religiosi barocchi.

Cortona:

Pietro fu un artista del primo Barocco; troviamo suoi lavori soprattutto nel campo dell'affresco decorativo e della pittura. La sua incidenza sugli sviluppi dell'architettura fu notevole nonostante la relativa scarsità di opere e la tendenza che egli aveva a considerare quest'attività come secondaria rispetto a quelle pittorica.

Bernini:

 (Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680) è stato un architetto, scultore e pittore italiano. Dominatore incontrastato sulla scena barocca.

Ciò che caratterizza il suo stile è il dinamismo, libertà inventiva e la capacità di plasmare la materia piegandola secondo nuove finalità. Egli seppe infine cogliere dall’arte classica una nuova ricchezza di possibilità latenti.

Prevalentemente a Roma (Intorno 1623)

Borromini:

 è stato un architetto svizzero-italiano, tra i principali esponenti dell'architettura barocca. La sua genialità e la sapienza di manipolazione degli spazi, l’attenzione ad ogni dettaglio decorativo troverà largo sviluppo nell’arte barocca.

Algardi: il suo stile va verso una forma classica orientata verso il barocco,la sua produzione è sostenuta da un rigido decoro ed equilibrio tra psicologia e nobile qualificazione formale.

Nicolas Poussin:

 Di stile classico, nel suo lavoro sono caratteristiche predominanti chiarezza, logica e ordine. Fino a tutto il XX secolo fu il riferimento prevalente per artisti con un orientamento classico, come Paul Cézanne. Le sue opere tra oesia e natura inserisce bilanciate simmetrie calcolata dai gesti.

Lorrain:

 il grande merito di questo artista fu quello di avere riconciliato all’ideale classico alla natura e di averlo restituito lo splendore della luce solare.

Rembrandt:

Viene generalmente considerato come uno dei più grandi pittori della storia dell'arte europea e il più importante di quella olandese. Il suo periodo di attività coincide con quello che gli storici definiscono l'età dell'oro olandese. Specialista nel ritratto collettivo, tutte volte a esprimere con la massima intensità atmosfera e sentimenti, ebbe un impatto notevole sui contemporanei e influenzò lo stile di molti artisti delle generazioni successive. La sua padronanza del chiaroscuro è tale da creare atmosfere dagli effetti drammatici insoliti e unici.

Watteau:

Il più importante pittore francese del suo tempo e una delle figure chiave del movimento rococò. La sua città natale, Valenciennes, era passata dai Paesi Bassi spagnoli alla Francia solo sei anni prima della sua nascita, perciò i contemporanei lo considerarono fiammingo. Nelle opere di Watteau si scorgono forti legami con le Fiandre, ma esse possiedono anche una raffinatezza tipicamente francese.

Hogarth :

è stato un pittore, incisore e autore di stampe satiriche inglese. È lo stesso artista a rivelarci le fonti da cui attinge per le sue opere, ovvero il teatro e la contemporanea letteratura inglese, si inserisce in un contesto culturale in cui con l'affermazione della borghesia e dei valori sociali di buon senso e rispettabilità, gli artisti inseriscono nei loro quadri una morale concerta e facilmente identificabile, unita al gusto del racconto e ad un'analisi attenta degli aspetti reali e quotidiani.

 

P.S. Gli autori sono inseriti cronologicamente, il documento potrà essere utile al fine di capire il periodo storico e lacorrente stilistica di ogni artista. Sono state menzionate solo le opere più importanti e in quanto agli errori ortografici il documento presenta errori di battitura ed essendo un mero strumento per lo studio chi ne usufruirà ne saprà comprendere il significato.

Di University Questions - Pubblicato in : Storia dell'arte moderna (STIM) - Community : università
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